Agamennone Classico e Contemporaneo è un progetto di Francesco Citti, Alessandro Iannucci e Antonio Ziosi che unisce le attività di ricerca dei Dipartimenti di Beni Culturali e di Filologia Classica e Italianistica con la programmazione di Ravenna Teatro e l'attività performativa di archiviozeta.

Da questa collaborazione nascono un convegno di studi internazionale sulle tragedie Agamennone di Eschilo e di Seneca e sulla loro ricezione nella cultura moderna e contempoaneo insieme a uno spettacolo di Archiviozeta, Agamennone inserito all'interno della Stagione dei Teatri di Ravenna Teatro.

Cura e organizzazione scientifica
Francesco Citti, Alessandro Iannucci, Antonio Ziosi

Comitato scientifico internazionale
Douglas Cairns (University of Edinburgh); Francesco Citti (Università di Bologna); Federico Condello (Università di Bologna); Alessandro  Iannucci (Università di Bologna); Fiona Macintosh (University of Oxford);  Alessandro Schiesaro (University of Manchester); Antonio Ziosi (Università di Bologna)

L’iscrizione al convegno è gratuita, ma necessaria per ragioni organizzative

Per info e iscrizioni contattare la segreteria organizzativa: silvia.burattoni@unibo.it

 Agamennone, figlio di Atreo e re di Argo, supremo capo degli Achei nella spedizione troiana: il suo nome evoca un tempo antico e primitivo in cui il potere coincide con la forza e le vicende familiari raccontano di una catena ininterrotta di delitti di sangue.
Agamennone è il protagonista di una biografia dolorosa, costretto a fare i conti con la maledizione che colpisce la sua stirpe e lo costringe a errori e delitti come i suoi predecessori, imbrigliato dalla rivalità con il più bello e nobile degli eroi, Achille, da cui esce sconfitto prima ancora della sfida.
I lettori o gli spettatori de Il trono di spade riconosceranno nelle vicende di Agamennone episodi a loro già noti, non per intenzionale allusione dell’autore ma perché parte di un immaginario narrativo tradizionale in cui le storie degli antichi regni sono avvolte da una brutalità primitiva e l’ambizione del potere spinge a soprusi, crudeltà, passioni indicibili.
Fratelli che lottano l’uno contro l’altro per un regno, vendette terribili come dare in pasto le carni dei figli, stragi sanguinose a chiudere i banchetti; padri che sacrificano le figlie per ottenere la vittoria spinte da oracoli e profetesse invasate; e infine mogli che cospirano alla morte del proprio marito e re, e così via, fino alla vendetta del figlio che uccide il genitore.
La fortuna planetaria della saga di George R. Martin deve molto a queste crude sequenze che coincidono con gli antefatti e la trama dell’Agamennone di Eschilo, ora di nuovo in scena grazie al nuovo allestimento di Archiviozeta basato sull’inedita traduzione di Federico Condello.