In occasione del centenario della Grande Guerra si sta realizzando in tutta Europa, con diverse accentuazioni nei vari paesi, una vasta operazione di ricostruzione della “memoria culturale” della prima guerra mondiale. In tale contesto uno degli aspetti più sottolineati è quello della guerra come tragedia che non solo segna la fine di una serie di concezioni ottimiste che legavano il continuo progresso scientifico e tecnico alle prospettive di un continuo miglioramento delle condizioni di vita e alla scomparsa dei conflitti, ma che incide profondamente sulle strutture profonde della cultura delle masse popolari, attraverso le sofferenze estreme e prolungate a cui sono sottoposti i combattenti al fronte e le loro famiglie. 
Su questo tema, cioè sull’esperienza di guerra e sul “vissuto” dei combattenti, la storiografia si è ampiamente applicata fin dagli anni ’80 del secolo scorso mentre relativamente meno approfondito è rimasto il versante “fotografico” di tale tematica. Per contro, le operazioni lanciate in occasione e nei dintorni del centenario, stanno facendo emergere una serie di materiali fotografici molto interessanti. 

Il convegno sarà dunque dedicato alla rappresentazione fotografica della sofferenza negli anni della Prima Guerra Mondiale. Per sviluppare una riflessione organica ed articolata, è stato tuttavia opportuno riferirsi all’intero arco cronologico della prima metà del Novecento. 
Le diverse rappresentazioni visive, poste al centro della riflessione, saranno osservate sia nella dimensione documentale propria del mezzo fotografico, sia in quella derivante dalle diverse e spesso contrapposte rielaborazioni retoriche della sofferenza che si attuano a partire dai materiali fotografici in un ampio contesto socio-mediale. 

Finalità dell’incontro sarà non tanto quella di tracciare un compiuto e sistematico bilancio degli studi di questi ultimi anni, quanto il tentativo di mettere a fuoco alcune problematiche da punti di vista e approcci disciplinari diversi, le metodologie della ricerca da esse stimolate in ambito internazionale in un’ottica di comparazione, le nuove fonti rese disponibili grazie a una nuova sensibilità di ricerca negli studi degli ultimi anni, spostando il centro d’interesse dagli eventi ai soggetti protagonisti attivi e passivi degli stessi. 

In particolare, nelle operazioni di “memoria culturale” sopra ricordate, sta emergendo un materiale ricco ed eterogeneo, che richiede nuova contestualizzazione e riguarda le fotografie dei singoli soldati, gli scambi con le famiglie, un tipo di fotografia destinata ad un uso e una circolazione personale e familiare che finora è stata assai poco studiata. L’impressione è che tali tipi di materiali documentari siano molto più diffusi di quanto non emerga, ma che si debbano ancora affinare e sviluppare le metodologie e i modi di leggere e interrogare questo tipo di fonti fotografiche. 

Il convegno, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, e con la partecipazione di altri qualificati istituti e centri di ricerca, si propone quindi di combinare una parte di riflessione metodologica e comparativa, affidata a studiosi italiani e stranieri, con una parte di analisi di casi di studio, specificamente dedicata a fondi e archivi fotografici italiani.