Silent dialogue

"Silent dialogue", di Daria Petrilli. Si ringrazia sentitamente l'artista per la gentile concessione d'uso dell'immagine.

Durante i primi due decenni degli anni 2000 la problematica identitaria ha assunto un ruolo centrale nella letteratura femminile sia in Russia, sia in Polonia. A partire da posizioni e con traiettorie in certi casi indipendenti, in altri convergenti, numerose scrittrici di area russa e polacca hanno sentito l’urgenza di impossessarsi delle mitologie (nell’accezione ampia del termine) al fine di affermare un nuovo “ordine” socioculturale. Nell’edificazione di una nuova mitologia, che poggia le sue basi su una sorta di “bricolage multimitico”, la scrittura diventa per le donne un luogo di indagine e costruzione della propria identità, a sua volta legata alla ricerca delle proprie origini. Pertanto, una ricognizione sul mito e sul modo di rivolgersi a esso nella letteratura femminile contemporanea slava tocca alcuni snodi trasversali in parte legati all’intimità dell’individuo, esplorati grazie al valore terapeutico della letteratura, in parte legati all’immaginario collettivo, alle credenze e alla memoria di una specifica comunità.

In questo quadro, il ricorso ai miti noti, la loro riscrittura o addirittura la creazione di nuovi miti agisce sul tessuto sociale e culturale producendo un’eredità culturale alternativa, che in taluni casi integra la donna in uno spazio canonicamente maschile e dominato dall’etero normatività; in altri casi, un simile esercizio genera una nuova consapevolezza in cui il superamento delle immagini stereotipate delle donne trova stabilità e fondamento.

Prediligendo un approccio comparativo rispetto ai temi della “ri-scrittura” e “de-costruzione” del mito, senza dimenticarne le declinazioni, durante il convegno si rifletterà sulle convergenze, sulle intermittenze e, infine, sulle divergenze delle nuove tendenze della narrativa femminile russa e polacca. Nello specifico, ci si concentrerà sui seguenti aspetti:

  • il concetto di “mito”: “vecchi” e “nuovi” miti, loro modalità di rappresentazione e articolazione;
  • metodi e forme utilizzate per la (de)costruzione del mito;
  • i concetti di “demitologizzazione” e “remitologizzazione”;
  • mito e folclore;
  • l’uso del mito per la costruzione di una Storia alternativa e/o controfattuale;
  • il rapporto tra la riscrittura del mito e i generi letterari;
  • problemi di traduzione dal russo e dal polacco delle opere contemporanee scritte da donne e incentrate sulla (de)costruzione del mito.

Il convegno bolognese si inserisce nel solco delle ricerche afferenti al progetto di rilevante interesse nazionale PRIN 2015 “(De)costruzione del mito nella letteratura femminile contemporanea in Russia e in Polonia. Uno studio comparato”, portato avanti da quattro università italiane: Università del Salento, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Università degli Studi di Torino.