Convegno internazionale 

 

Università di Bologna, 15-16 febbraio 2018

 

Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT), via Zamboni 32

Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne (LILEC), via Cartoleria 5

Con la partecipazione di:

Centro di ricerca di Teoria della Letteratura e Studi Comparati (CeTeLC)

Centro di Ricerca in Bibliografia (CERB)

 

Organizzazione:

Federico Bertoni (FICLIT)

Guido Mattia Gallerani (FICLIT)

Maria Chiara Gnocchi (LILEC)

Donata Meneghelli (FICLIT)

Paolo Tinti (FICLIT)

Descrizione

 

Dalla pubblicazione di Seuils (1987) di Gérard Genette è trascorso ormai un trentennio e gli studi sul paratesto si sono moltiplicati in settori disciplinari e ambiti letterari molto diversi. Il neologismo paratesto – che, come precisa lo stesso Genette, eredita un senso “ipocrita” e soprattutto “ambiguo” da aggettivi come parafiscale e paramilitare – è introdotto per la prima volta in Palimpsestes. La littérature au second degré (1982) e annunciato come possibile definizione per una delle categorie della transtestualità o trascendenza testuale, che troveranno da allora luoghi appropriati di analisi nei successivi libri di Genette.

Tra le tante categorie genettiane di successo, anche quella di paratesto si è dimostrata tra le più efficaci per descrivere quel frangente testuale, quel fattore di espansione della testualità che costituisce una delle modalità privilegiate per studiare la dimensione pragmatica dell’opera. Dal numero 69 di Poétique, gli approfondimenti, nonché ripensamenti, del paratesto, o anzi, dei Paratextes come intitolava il numero pubblicato a stretto giro nel febbraio 1987, si sono moltiplicati e diffusi negli studi letterari di ogni lingua e paese.

Ma un curioso avvertimento compare nell’ultima pagina dell’opera ed è ripreso in quarta di copertina (nonché ripetuto dalla collezione “Poétique” a quella dei “Points Essais”). Si tratta di uno “slogan”, come lo chiama Genette, dal doppio senso tutto specifico: Attention au paratexte! Certo un invito a prestare la dovuta attenzione ai fenomeni paratestuali in vista di una piena comprensione dell’opera e dei suoi rapporti con l’esterno, ma anche una messa in guardia dal rischio di trasformare il paratesto in un nuovo “idolo” e “feticcio” testuale, similmente a quanto avveniva da almeno due decenni per la nozione di Testo “chiuso” e indipendente.

Da questo monito il convegno prende avvio, procedendo attraverso casi di studio e rivisitazioni metodologiche, ma tenendo sempre sotto gli occhi Seuils come opera di riferimento, al fine di rendere il paratesto ancora uno strumento pertinente e specifico all’interno degli studi letterari più aggiornati.

La ricezione di Seuils non impedisce che alcune dimensioni del paratesto lasciate in ombra nell’opera di Genette reclamino, alla luce del contesto attuale, studi più approfonditi. È il caso, ad esempio, dell’immagine (il paratesto comprende diversi tipi di segni, tra cui quelli visivi), della temporalità del paratesto (il paratesto non è un blocco omogeneo, ma una “catena” d’unità, e l’ordine con cui queste unità si dispongono resta importante), del montaggio dei diversi paratesti (qual è il paratesto di un’opera “incastrata” in una rivista, ad esempio: quello dell’opera, della rivista, o di precise parti della rivista?), dell'uso del paratesto nell'ambito delle strategie di promozione editoriale e libraria e, infine, dello sconfinamento che la performance autoriale di oggi consente all'opera letteraria, ben oltre i limiti di paratesto e supporto fisico.

Il convegno, che coronerà il trentennale dell’uscita dello studio pionieristico di Genette, si concentrerà soprattutto sulle implicazioni più problematiche e proficue derivate dalle teorie proposte in Seuils e dagli sviluppi della sua ricezione, indagando attraverso casi di studio le evoluzioni, le distanze o i punti di raccordo individuabili tra le molteplici direzioni della ricerca attuale e le categorie di Genette.

Description

 

The publication of Paratexts. Thresholds of Interpretation (1987) by Gérard Genette has now been going on for thirty years and studies on the paratext (a neologism introduced for the first time in Palimpsests. Literature in the second degree, 1982) have increased in disciplinary sectors and different literary fields.

A peculiar sentence appears on one of the last pages of the book: “Watch out for the Paratext!” It is a “slogan”, as Genette calls it, with a specific double-meaning: both an invitation to pay heed to the paratexual phenomena in order to gain a whole comprehension of the work and its outward connections and a warning against the risk of turning the paratext into some new “fetish”.

From this warning the conference starts and it will focus primarily on the most problematic and worthwhile implications originated from Paratexts’ theories and the developments of its reception. Evolutions, distances and points of connection between the various directions of the research and Genette’s categories will be investigated through different panels.

Considering the current context, various aspects will be examined. The essential role played by interviews, dedications, back covers, covers, media presence (considered so far secondary to the work, if not purely promotional) in the configuration of the authors’ artistic gesture proves an extension of the field of Genette’s work to its meta-commentary and its reception. The ambiguity of elements belonging to the media universe such as fan fictions or interviews, which can no longer be considered simple paratexts but forms integrated into the textuality or new independent literary genres, shows the power of extra-literary mediation of the paratext’s notion. The different ways in which the writers’s images circulate within the performative context redefine the relations between visual insertions and the text. Investigations into the historical role and use of paratexts in the advertising strategies of publishers, booksellers and exhibitors highlight aspects that have not been fully examined in Genette’s work.

Through case studies and methodological revisits, always keeping Paratexts as the reference work, the conference intends to celebrate the thirtieth anniversary of the release of Genette’s pioneering study, making the paratext still a relevant and specific instrument within the most up-to-date literary studies.