Descrizione

I temi del convegno

Il termine ‘Turismo’, che utilizziamo oggi, deriva dal fenomeno del Grand Tour, che, iniziato nel XVI secolo e ben sostenuto fino a tutto il XIX, si manifestò con lunghi viaggi nell'Europa continentale, effettuati dalla gioventù europea ricca e aristocratica, per accrescere il proprio livello di educazione sia mondana, che soprattutto culturale. Ciò veniva conseguito attraverso un’esperienza geografica concreta nella quale lo spostamento fisico permetteva di percepire, fra l’altro, le differenze di paesaggio, architettura e storia. La complessità di questa esperienza spazio-culturale già da tempo veniva sperimentata e trasmessa per mezzo della pratica del pellegrinaggio verso antichi e moderni luoghi sacri.  

Il Grand Tour non fu però soltanto una colta attività di privato piacere, quanto piuttosto un fenomeno sociale, culturale ed intellettuale di enorme portata. Esso contribuì alla valorizzazione degli oggetti e delle realtà culturali e paesaggistiche riconoscibili come monumenti di civiltà, oppure come particolare espressione naturale (in quanto connotanti spazi fisici e territori civili, ossia stati, regni, e città). Pertanto, il Grand Tour rappresentò la premessa per la nascita di un autentico turismo inteso come fruizione e godimento del patrimonio naturalistico e culturale. 

Il viaggiatore intraprendeva tali impegnativi spostamenti, che iniziavano in una città che generalmente era la stessa del ritorno e che potevano durare assai a lungo, con l’obiettivo di arricchire la propria formazione generale. Questa motivazione, solo a volte accompagnata dalla necessità di compiere anche uno studio specialistico e professionale, si realizzava attraverso un’esperienza di scoperte e di conoscenze storiche, artistiche, naturalistiche, documentarie ed umane, dando avvio a quel processo di apprendimento individuale oggi definito con l’espressione anglosassone lifelong learning

I viaggiatori visitavano così luoghi ritenuti speciali per il paesaggio insieme a siti storico-archeologici, dunque gli scavi, ma anche i giardini, e i palazzi, sia pubblici che privati, e partecipavano alle occasioni sociali e culturali offerte dagli incontri fortuiti, e dalle relazioni che appositamente venivano a stringere o a rafforzare. Termini chiave della Repubblica delle lettere erano infatti quelli di communitas, societas, urbanitas.

Mediante le testimonianze del Grand Tour, relative in particolare ai viaggi in Italia tra il XVI e il XVIII secolo ma non solo, si cercherà con questo incontro di dare avvio ad occasioni di riflessioni su cosa abbia determinato la percezione culturale-turistica - e in un certo senso anche scientifica - dell’arte, delle biblioteche, dei manoscritti, delle rovine archeologiche, degli oggetti scientifici, delle antichità e del paesaggio, e quale ruolo, funzione, o ispirazione essi abbiano sostenuto concretamente, generando un fenomeno sociale e culturale mai arrestatosi nonostante i mutamenti di forma ed espressione che lo hanno accompagnato.