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SENATORE DEL REGNO D'ITALIA E TRA I PIÙ EMINENTI SCIENZIATI DEL SUO TEMPO

Pochi giorni dopo la scomparsa di Augusto Righi avvenuta l'8 Giugno 1920, il Premio Nobel per la fisica J.J. Thomson, scopritore della particella di carica negativa "elettrone", ricordava che: "Il Prof. Righi ha dato un grande contributo alla nostra comprensione delle onde elettromagnetiche e del passaggio di elettricità attraverso i gas. Egli fu una delle guide spirituali della rinascita della ricerca scientifica in Italia, evento di eccezionale rilevanza nella recente storia del Paese"[1]. Pochi mesi dopo, Orso Maria Corbino, futuro protettore del talento di Enrico Fermi, nella commemorazione tenuta all'Accademia dei Lincei definiva Augusto Righi come "il fisico più eminente che l'Italia abbia avuto dall'epoca di Alessandro Volta". Citazioni illustri, anche se apparentemente bizzarre, raggiungevano Augusto Righi anche quando era in vita, e non solo dall'interno della ristretta cerchia dei fisici:  nel 1909 ad esempio, Lenin, allora leader rivoluzionario in esilio, si rammaricava che Righi non avesse conosciuto il materialismo dialettico[2] dal momento che le riflessioni del "celebre fisico italiano" sulla natura elettrica della materia costituivano un "progresso nella conoscenza della realtà obiettiva", tema caro ai materialisti[3].

A cento anni dalla scomparsa, la commemorazione dell'8 Giugno 2020 ha un duplice scopo: da una parte, quello di esplorare le ragioni di tale universale riconoscimento ricostruendo il profilo scientifico dello scienziato; dall'altra, quello di mostrare come la figura di Augusto Righi possa far luce su un passaggio fondamentale nella storia dell'Università di Bologna e in quella d'Italia.

Augusto Righi fu innanzitutto accademico di successo in Italia e all'estero (membro dell'Accademia Imperiale di San Pietroburgo, della Società filosofica di Cambridge, di Londra e della Royal Institution, dell'Accademia dei Lincei e della Società Reale di Uppsala, dell'Accademia dei XL e dell'Accademia delle Scienze di Bologna, medaglia Hughes della Royal Society di Londra, ecc...), fortemente immerso nello studio del "nuovo oggetto" di conoscenza fisica - le onde elettromagnetiche - la cui esistenza veniva predetta nelle celebri equazioni di Maxwell del 1865. Gli apparati sperimentali progettati e costruiti da Righi, oltre a permettere tale verifica, aprirono la strada alla produzione di onde radio e microonde; il lavoro scientifico di Righi andò quindi intrecciandosi con gli straordinari sviluppi tecnologici messi in atto da Guglielmo Marconi.

Allo stesso tempo, Righi appartiene a una generazione di professori bolognesi attivi nel secondo Ottocento i quali, mentre ristabilivano lo status intellettuale dell'Alma Mater dopo il difficile periodo post-napoleonico, costruivano l'assetto dell'Università attuale: di questa generazione, e di quella immediatamente successiva, facevano parte personalità come Luigi Bombicci, Giovanni Capellini, Giosue Carducci, Giacomo Ciamician e Salvatore Pincherle. Al pari di molti di questi, Righi divenne fondatore dell'Istituto per lo sviluppo della propria disciplina, l'Istituto di Fisica che inaugurò nel 1907.

Inoltre, secondo un passaggio che, sebbene appartenesse a una pratica dell'epoca, non era affatto scontato, nel 1905 Righi veniva eletto Senatore del Regno d'Italia: in questa veste lo si ritrova, come molti suoi colleghi accademici dietro la promozione di disegni di legge, la realizzazione di infrastrutture strategiche, di riforme della scuola e dell'Università. 

[1] (Proceedings of th Royal Society, Art. Dr. P. 56, nota 15)

[2] – e che "tutto l'ambiente in cui vivono costoro li tiene lontani da Marx ed Engels e li getta nella braccia della banale filosofia ufficiale" –

[3] (Mat. Ed. Emp., Cap. 5, p. 258)