Sciuscià

Cineforum Sguardi dal Futuro

 

La nuova edizione del CineForum organizzato dal prof. Alessandro Iannucci e dalla prof.ssa Raffaella Biscioni del Dipartimento di Beni Culturali, si aprirà con la proiezione di Sciuscià (1946) di Vittorio de Sica prevista per il 06 Novembre 2025 alle ore 18:00 presso il Cinema Jolly (Via Renato Serra, 33, 28121 Ravenna RA)

Vi ricordiamo che la proiezione sarà gratuita e su prenotazione obbligatoria tramite questo form.

Per ulteriori info: info.sguardidalfuturo@gmail.com

Locandina

Evento 06 novembre 2025

[ .pdf 498Kb ]

Trailer del film

Qualcosa su Vittorio de SicaSciuscià

 

Vittorio de Sica (1901-1974)

 

Il regista è nato il 7 luglio 1901 a Sora (Italia) ed è morto il 13 novembre 1974 all'età di 73 anni a Neuilly-sur-Seine (Francia). Vittorio De Sica inizia la sua carriera cinematografica come attore di commedie sentimentali per poi passare alla regia diventando uno dei protagonisti del neorealismo italiano. La sua vicenda si lega strettamente a quella dello scrittore e sceneggiatore Cesare Zavattini, con cui instaura un fortissimo sodalizio cinematografico. La coppia si incontra nel 1943 per “I bambini ci guardano”(1943), e continua a collaborare firmando i film più simbolici del movimento neorealista da “Sciuscià” (1946), “Ladri di biciclette”(1948) a “Umberto D” (1952). 

Il cinema di De Sica-Zavattini accoglie una teoria elaborata da Zavattini, la teoria del pedinamento, che mirava a cogliere la realtà del quotidiano, nella sua piena autenticità, seguendo con la macchina da presa il comportamento degli uomini. Lo stile di Vittorio De Sica si distingue per un approccio intimo e profondo, recitazione naturale e spontanea e attenzione per gli ambienti reali.

Sciuscià (1946)

 

“Come dice sempre il core "Sta' zitto e non parlare. Nemico dell'amore è la sincerità 

Capolavoro del neorealismo, diretto da Vittorio De Sica (1946), il film ripercorre la storia di un’amicizia e innocenza spezzata nell’Italia del dopoguerra. Sciuscià è un termine della lingua napoletana che deriva dall'ingleseshoeshineutilizzato a indicare i lustrascarpe di strada. Pasquale e Giuseppe sono amici legati da una profonda amicizia che cresce attraverso le difficoltà della vita di strada. Il loro sogno è comprare un cavallo bianco, simbolo della loro speranza, ma finiscono a commettere un furto. 
Il film è considerato simbolo del movimento neorealista poiché racconta le difficoltà nel dopoguerra italiano, tra devastazione, brutalità e incomprensione. Come in Ladri di biciclette (1948), i bambini si affermano come figure fondamentali e vittime silenziose della guerra. "Sciuscià" è stato il primo film a vincere un Oscar come Miglior Film Straniero, istituendo la categoria appositamente per la pellicola.